Tra seta e abiti scultura : il museo della moda di Gorizia

Chi da bambina non ha sognato di indossare un giorno abiti bellissimi? 
La storia del costume, la moda e tutto quello che gira intorno a questo mondo sono da sempre un argomento che mi affascina da quando, bambina, disegnavo i miei vestiti su diari che forse si trovano ancora nascosti da qualche parte.
E' questa curiosità verso questo mondo luccicante che mi ha portato al Museo della moda e delle arti applicate di Gorizia.


La sede è la  Casa Dornberg e Tasso , sul colle del castello ed è  una delle pochissime realtà dedicate alla storia del tessile in Italia ma uno tra i più importanti musei del settore in Europa. 
Nato nel 1999 grazie a Raffaella Sgubin, storica del costume e sovrintendente ai musei provinciali di Gorizia, ci mostra attraverso campioni tessili e macchinari quella che era l'attività principale della città durante il periodo asburgico: la produzione, lavorazione e tessitura della seta.





A guidarci nella visita un percorso che si snoda tra vari ambienti che riproducono varie attività artigianali collegate all'abbigliamento. Una macchina del tempo che ci riporta indietro al periodo della Belle Epoque mitteleuropea, una passeggiata tra le vetrine del tempo dove venivano esposti abiti, cappelli, e accessori curiosi del tempo. 





Altro protagonista del percorso espositivo  permanete sono i merletti a fustelli   delle madri orsoline di Gorizia, delle vere e proprie opere  d'arte uniche nel loro genere.


Quando pensi di aver visto tutto ecco la sorpresa: un'area  espositiva dedicata alla mostra temporanea  intitolata L'atelier dei fiori.


Un esposizione itinerante che ha esordito a Villa Manin nel 2018 grazie alla Fondazione Capucci che qui ha sede e che conta una collezione di oltre 500 pezzi tra abiti, abiti scultura e bozzetti.
Una mostra nata  dall'incontro tra i fiori eterei di Massimo Gardone e  quelli materiali di Roberto Capucci che si sostanziano in serici velluti,rasi e taffettas. Un incontro casuale di due sensibilità artistiche molto affini,linguaggi diversi che trovano nel confronto un inattesa armonia.



Una vera gioia per gli occhi, abiti scultura che si rifanno alle forme della flora a cui lo stilista si è sempre ispirato abbinate alle fotografie di Gardone che catturano la natura etera delle corolle nel grafismo delle impercettibile nervature che le percorrono. 




Di grande effetto anche l'esposizione degli abiti "fluorescenti"che a luci accese mettono in risalto lo scatto di Gardone e che  a luci spente si ritroverà nella fluorescenza dei ricami. 


Se volete godere anche voi di questa bellissima esposizione avete tempo fino al 14 febbraio 2019 per visitarla, vedrete che non rimarrete delusi .

Museo delle moda e delle Arti applicate
casa Dornberg e Tasso
Borgo Castello, 13
34170 Gorizia




per info: musei.erpac@regione.fvg.it
               tel. 0481-533926

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