mercoledì 19 dicembre 2018

Plasé: quando la pasticceria è rock!

Il Natale si sta avvicinando, anzi ormai sta già bussando alla porta e quale miglior periodo, se non questo per farvi scoprire una bella pasticceria?
Premetto cancellate qualsiasi stereotipo di pasticceria che avete in testa perché qui di convenzionale non c'è nulla.


Ah già non vi ho ancora detto dove siamo... Siamo a Martignacco, non molto lontano dal centro di Udine e il posto che vi faccio scoprire oggi si chiama Plasè
Cosa significa Plasè? Nella nostra lingua, il friulano, significa piacere ed è un chiaro richiamo alla bontà dei prodotti e  alla volontà di  soddisfare i palati golosi dei clienti.
Ma torniamo a  noi.




Ad accogliere il cliente troviamo un ambiente moderno, ricercato dai colori accattivanti che si distinguono dall'idea comune che abbiamo di questo genere di locali.  E a distinguersi ci pensano anche le meraviglie create dalle mani del pastry chef  Manuel Carboni .

photo credit : plasè.it

Un personaggio ambizioso, creativo e a cui piace sperimentare e giocare con le materie prime di qualità che sceglie per le sue creazioni. Un pasticcere un po' sopra le righe a cui piacciono le cose non convenzionali e ironiche e che crea i suoi dolci dopo un attenta ricerca  e svariate prove per  proporre ogni giorno gusti e abbinamenti mai provati ( il mignon al caprino e pera è ottimo).




Ne deriva un' offerta sempre diversa, dettata appunto dalla volontà di proporre  accostamenti nuovi e legata alla stagionalità delle materie prime che vengono lavorate interamente in laboratorio. 
Una vetrina ricca di mignon, torte, biscotti e  infusi . Ma anche proposte salate come focacce, panini e croissant salati per chi volesse fermarsi per una pausa veloce. Insomma qui si accontenta tutti.




Ma parliamo di cose serie, siamo o non siamo a Natale?
Ed è proprio in questo  periodo che  lo chef  da il meglio di se proponendo panettoni inusuali frutto di ricerche e vari tentativi nel voler utilizzare impasti nuovi , mix di farine inedite ,canditi e chi più ne ha più ne metta ( quelli degli anni passati erano favolosi!!!).





Per cui se mai passaste di lì (non è difficile da raggiungere) vi consiglio una piccola sosta per una breve degustazione ...non ve ne pentirete!!! 







Plasè di Manuel Carboni 
via Spilimbergo, 263
33035 Martignacco ( Ud )
tel . +39331 436 9416

mercoledì 21 novembre 2018

Paraschos: radici e tradizioni

Il Pi greco ci accoglie all'ingresso di questa piccola azienda immersa tra le colline del Collio goriziano. Un simbolo questo che ci fa capire le radici elleniche della famiglia Paraschos.
Ad accoglierci sul terrazzo Alexis e Jannis che, assieme al padre Evangelos,   portano avanti la tradizione della cantina di famiglia.




Ci troviamo a San Floriano del Collio, un piccolo paesino appena sopra Gorizia dove la natura è stata molto generosa donando un terreno, la Ponca, ed un micro clima che ne ha fatto un vero e proprio paradiso per i produttori e  gli amanti del vino. 
Non a caso qui si trovano alcune tra le  più importanti aziende vitivinicole dell'intera regione e non solo ,  nomi importanti come Josko Gravner e Stanko Radikon .



Ed è proprio grazie a questi che Evangelos  decise di creare nel 1998 la sua cantina dove  poter mettere a frutto gli insegnamenti dei suoi illustri maestri.
Da subito si è fatto notare per le sue idee sia nella coltivazione della vigna che nella fase produttiva.
Scelte importanti come la decisione di bandire dalla cantina   i lieviti selezionati a favore di quelli indigeni e il rifiuto di aggiungere anidride solforosa durante la vinificazione (una delle prime cantine sul Collio a farlo ) . Anche nei vigneti sono state fatte delle scelte radicali nel rispetto dell'ambiente come utilizzare  zolfo, rame e propoli al posto di composti sistemici nocivi.




Sempre in cantina troverete una bella sorpresa che rimanda  sempre alle origini della famiglia.
Fanno infatti la loro comparsa alcune anfore di terracotta da 300litri provenienti da Creta.
All'interno di questi contenitori completamente incerati con cera d'api del Collio,vengono messe a macerare per 6 mesi le migliori uve raccolte nelle vigne più vecchie di ribolla gialla e Malvasia istriana. Qui poi rimangono altri 6 mesi fino alla completa stabilizzazione naturale del vino.



A coronare queste scelte naturali  si aggiungono lunghe macerazioni sulle bucce, un attenta gestione della maturazione senza il controllo della temperatura e lunghi affinamenti all'interno di grosse botti di rovere.
Il risultato di tutto ciò ha dato vita ad interessanti vini che  si distinguono dagli altri prodotti in questi luoghi. Vini eleganti, di grande eleganza e carattere, riconoscibili da quel pi greco in bella mostra sull'etichetta.



Oltre all'azienda vitivinicola da qualche anno è stato inaugurato anche un piccolo agriturismo con  6 camere. Un piccolo angolo di paradiso che si apre sul paesaggio circostante punteggiato qua e là da campanili appuntiti, boschi rigogliosi e vigneti . Un oasi di pace dove degustare i prodotti locali nonché un buon punto di partenza alla scoperta del Collio.





per info:
PARASCHOS
Bucuie 13/a, 34070 San Floriano del Collio (GO)
Tel/Fax: 0039 0481 884154
E-mail: info@paraschos.it








mercoledì 7 novembre 2018

Birrificio Campestre: una sorpresa nel cuore dei Colli Orientali

In un mare di birrifici artigianali o presunti tali, ho visitato per voi una piccola realtà nel cuore dei Colli Orientali.


Una piccola produzione di birra artigianale di qualità a Corno di Rosazzo, il Birrificio Campestre.
Se vi chiedete il perché di questo nome, il titolare Giulio Cristancig, vi  spiegherà che è una spontanea associazione di idee, un legame tra il birrificio e il territorio.


Proprio a Corno di Rosazzo  ha iniziato la sua avventura nel 2005, partendo da subito con un impianto di proprietà che ha ristrutturato da solo e che lo ha portato a guardare avanti e a incrementare ogni anno la sua produzione con qualche nuova chicca.




Ma cos'è una birra artigianale? Semplicemente è una birra che nasce in piccoli birrifici indipendenti e che nella fase di produzione  non prevede alcun processo di pastorizzazione e micro filtrazione.
Nel suo laboratorio Giulio lavora principalmente da solo, con umiltà e passione per produrre una gamma di birre con caratteristiche ben precise che lui ha in testa. Questo grazie a un processo di ricerca di gusti diversi e di sperimentazione per andare incontro alla richiesta del pubblico e per offrire qualcosa di unico nel suo genere.



Ed è da questa sua ricerca che nascono principalmente cinque birre:

- AURORA una Golden Ale dai sentori erbacei, elegante e saporita adatta ad ogni occasione.
- RURALE ( Dry Hopped golden ale) : una bionda dall'amaro deciso e dai profumi agrumati.
- DOVE CANTA LA RANA ( Session Ipa): una birra chiara  dall' amaro marcato con  sentori agrumati e di frutta tropicale, speziata con semi di coriandolo e pepe nero.
- SORESERE  ( Amber Ale): ambrata poco amara dove vengono esaltati gli aromi biscottati dovuti alla tostatura dei malti.
- SCUR DI LUNE ( Porter) : scura dal corpo leggero, mediamente amara con forti sentori di caffè e cacao
A cui si aggiungono altre specialità che vengono prodotte in precisi periodi dell'anno come san Patrizio, Halloween o Natale.



Annessa alla produzione  si trova la Tap Room , ossia il locale delle spine. La mescita avviene attraverso quattro spine tradizionali e due vie " a pompa" in stile inglese che garantiscono un servizio perfetto per ogni tipologia di birra.
Qui la clientela può dedicarsi all'assaggio delle varie tipologie di birre accompagnandole con crostini e stuzzichini vari . 





Alla domanda cosa prevedi per il futuro, Giulio ci dice che gli piacerebbe sviluppare un nuovo spazio degustazione con l'inserimento di prodotti delle aziende agricole della zona e ovviamente il rinnovo degli impianti per incrementare la produzione e assicurare sempre una qualità elevata in quello che fa.


Se tutto ciò vi ha incuriosito sappiate che è possibile visitarre il birrificio in compagnia del mastro birraio in persona che vi racconterà con piacere e  passione come nascono le sue birre.




domenica 28 ottobre 2018

Tra seta e abiti scultura : il museo della moda di Gorizia

Chi da bambina non ha sognato di indossare un giorno abiti bellissimi? 
La storia del costume, la moda e tutto quello che gira intorno a questo mondo sono da sempre un argomento che mi affascina da quando, bambina, disegnavo i miei vestiti su diari che forse si trovano ancora nascosti da qualche parte.
E' questa curiosità verso questo mondo luccicante che mi ha portato al Museo della moda e delle arti applicate di Gorizia.


La sede è la  Casa Dornberg e Tasso , sul colle del castello ed è  una delle pochissime realtà dedicate alla storia del tessile in Italia ma uno tra i più importanti musei del settore in Europa. 
Nato nel 1999 grazie a Raffaella Sgubin, storica del costume e sovrintendente ai musei provinciali di Gorizia, ci mostra attraverso campioni tessili e macchinari quella che era l'attività principale della città durante il periodo asburgico: la produzione, lavorazione e tessitura della seta.





A guidarci nella visita un percorso che si snoda tra vari ambienti che riproducono varie attività artigianali collegate all'abbigliamento. Una macchina del tempo che ci riporta indietro al periodo della Belle Epoque mitteleuropea, una passeggiata tra le vetrine del tempo dove venivano esposti abiti, cappelli, e accessori curiosi del tempo. 





Altro protagonista del percorso espositivo  permanete sono i merletti a fustelli   delle madri orsoline di Gorizia, delle vere e proprie opere  d'arte uniche nel loro genere.


Quando pensi di aver visto tutto ecco la sorpresa: un'area  espositiva dedicata alla mostra temporanea  intitolata L'atelier dei fiori.


Un esposizione itinerante che ha esordito a Villa Manin nel 2018 grazie alla Fondazione Capucci che qui ha sede e che conta una collezione di oltre 500 pezzi tra abiti, abiti scultura e bozzetti.
Una mostra nata  dall'incontro tra i fiori eterei di Massimo Gardone e  quelli materiali di Roberto Capucci che si sostanziano in serici velluti,rasi e taffettas. Un incontro casuale di due sensibilità artistiche molto affini,linguaggi diversi che trovano nel confronto un inattesa armonia.



Una vera gioia per gli occhi, abiti scultura che si rifanno alle forme della flora a cui lo stilista si è sempre ispirato abbinate alle fotografie di Gardone che catturano la natura etera delle corolle nel grafismo delle impercettibile nervature che le percorrono. 




Di grande effetto anche l'esposizione degli abiti "fluorescenti"che a luci accese mettono in risalto lo scatto di Gardone e che  a luci spente si ritroverà nella fluorescenza dei ricami. 


Se volete godere anche voi di questa bellissima esposizione avete tempo fino al 14 febbraio 2019 per visitarla, vedrete che non rimarrete delusi .

Museo delle moda e delle Arti applicate
casa Dornberg e Tasso
Borgo Castello, 13
34170 Gorizia




per info: musei.erpac@regione.fvg.it
               tel. 0481-533926

Lepa Vida : storie di vino e di donne

Fino a qualche tempo fa durante il week end andavamo spesso oltre confine. Ora lo facciamo molto meno ma quando ne abbiamo la possibilità i...