lunedì 27 febbraio 2017

Pust: il carnevale della Val Resia


La Val Resia è una valle magica, una valle alle porte delle Prealpi Giulie e chiuso a Est dal massiccio del monte Canin.
Questo suo isolamento ha fatto si che la popolazione di ceppo slavo che qui è arrivata a seguito dei Longobardi  abbia mantenuto vive alcune caratteristiche e tradizioni uniche .
Caratteristica è  la lingua parlata, una lingua dì matrice paleo-slava incomprensibile al di fuori della valle e come importanti sono i riti di grande interesse come il Carnevale - il Pust - e il ballo tipico resiano dalla melodia ipnotica.





Le figure principali del Carnevale resiano sono le Lipe bile maskire, le belle maschere bianche, vestite di bianco, agghindate da nastri colorati e copiosi copricapi decorati con fiori di carta crespa a simboleggiare la primavera. 
Accanto a loro i Babaci, le maschere brutte, vestite con abiti vecchi e stracci.
Il carnevale vuole simboleggiare il passaggio dall'inverno alla primavera, si balla per scacciare il periodo freddo e buio e per dare il benvenuto alla nuova stagione.
E per festeggiare si balla accompagnati dalla musica tipica resiana, una melodia che coinvolge.
Il  ballo ha un ritmo frenetico e incalzante dove i ballerini danzano senza mai toccarsi, girando su se stessi e scambiandosi di posto con il proprio ballerino fino al cambio di tonalità quando tutti battono energeticamente il piede a terra.




Un'altra caratteristica del Pust è la musica anch'essa di origini arcaiche.
Gli strumenti principali sono due : il violino ( cïtira ) e il violoncello ( bünkula) modifica rispetto agli strumenti tradizionali. C'è un terzo strumento, fondamentale per assicurare il ritmo ed è il battito del piede, ogni venti battiti si cambia piede ( così mi ha spiegato una gentile signora del posto ).
Non c'è uno spartito, i musicisti imparano a suonare ad orecchio e il più delle volte improvvisano.



Ovviamente come tutti i carnevali che si rispettano non sono mancati i classici travestimenti che hanno coinvolto adulti e bambini e le melodie resiane hanno coinvolto tutti nel ballo.
Il Carnevale però non è ancora finito e mercoledì 1° marzo culminerà con il funerale del Babac, un fantoccio che simboleggia il carnevale.

lunedì 6 febbraio 2017

Grado tra mosaici e mare d'inverno


Una cosa che mi è sempre piaciuta è il mare d'inverno.
Sarà per il silenzio, i colori ma questa è, a mio parere la stagione dove il mare dà il meglio di se.
Questa volta ha vinto Grado, l'isola d'oro, con la sua spiaggia e quell'atmosfera retrò che la caratterizza.




Grado e la sua laguna sono una realtà paesaggistica unica, considerata la più bella del Mediterraneo grazie alla sua estensione ( ben 12 mila ettari ) . un intrico di canali e isolette lagunari qui chiamate mote.
Un luogo senza tempo, dove regna il vento l'acqua e il silenzio. Un ecosistema unico perfettamente conservato grazie alla creazione di due grandi riserve naturali.
Ma non solo.
Grado è sempre stato un punto d'approdo : qui arrivarono Giulio Cesare e  Attila.  Nel tempo fu sede del patriarcato di Venezia e in tempi più moderni salotto della borghesia asburgica che qui passava l'estate tra le terme e le spiagge .





Tutto questo via vai di popolazioni diverse ha lasciato nella città di Grado moltissime testimonianze architettoniche e la rende un luogo ricco di cultura.
Le più importanti testimonianze giunte fino a noi sono la Basilica di Sant'Eufemia con il Battistero e la più piccola Basilica di Santa Maria delle Grazie.
Due chiese uniche, con mosaici pavimentali tra i più belli e ben conservati d'Italia.
Nella Basilica di sant'Eufemia i mosaici coprono una superficie di 700mq  con pattern floreali, geometrici, scene di caccia e pesca, simbologie cristiane e testi in latino. Qui camminando lungo la chiesa si possono notare dettagli architettonici di diverse epoche storiche. all'esterno si trova il battistero contenente una fonte battesimale in marmo.
Accanto a Sant Eufemia c'è la basilica di santa Maria delle Grazie dalle dimensioni molto più piccole; qui troverete altri mosaici disposti su due livelli.





Grado ha mille sfaccettature, può accontentare le richieste di qualsiasi tipo di clientela. ci sono i migliori ristoranti di pesce della regione, le terme per chi vuole rilassarsi e un sacco di cose da vedere. 
immancabile, a mio parere, una passeggiata lungo il Lungomare Nazario Sauro. Qui allora del tramonto lo spettacolo è unico e se siete fortunati potrete vedere anche il Carso e la costiera triestina.