martedì 30 giugno 2015

Gorizia: visioni di confine


Gorizia, uno dei miei posti del cuore, quelli dove arrivi e  ti sembra di stare a casa.
Una cittadina non molto grande, segnata da guerre e da cultura.
Gorizia località di frontiera con un identità doppia dove passeggiando può capitare di udire parole italiane, slave o austriache, e dove i profili della gente ti fa capire che lì, di gente ce n'è stata tanta e diversa.
Vi voglio far fare un piccolo tour in giro per la città, portarvi in quei luoghi simbolo di tanta storia.



 Piazza della Transalpina   é forse il simbolo della doppia identità di questa città. 
Una piazza che nel 47 fu divisa a metà da un muro di calcestruzzo e dove molti goriziani vennero divisi dalle proprie famiglie. 
Il 1° maggio 2004, con l'entrata della Slovenia nell'Unione Europea questo muro venne abbattuto e la città venne riunificata. Ad oggi è ancora possibile vedere i segni di questa divisione grazie a dei ceppi lapidari e alla targa posizionata a terra che segna il passaggio del confine.





Il castello. Dall'alto del colle domina sulla città e specialmente su Piazza della Vittoria. 
Eretto nel XII sec cambiò forma di continuo fino alla ricostruzione del 1938 in seguito alla prima guerra mondiale che lo rase quasi al suolo.
Testimonianza del periodo medievale é possibile visitarne l'interno e girare per le varie stanze che ospitano arredi e armamenti d'epoca e salire verso i ballatoi da dove si possono ammirare i dintorni della cittadina.





Piazza della Vittoria. simbolo della piazza la chiesa di Sant'Ignazio, chiaro esempio di barocco goriziano che richiama con le sue cupole a cipolla  i fasti asburgici. Qui guardandosi in giro noterete molti edifici di fattura austriaca.
E' il salotto della città, luogo ideale dove fermarsi a prendere un caffè e guardare il via vai di turisti e curiosi.



Via Rastello. l'ho lasciata per  ultima perché è una vietta che racchiude un sacco di tesori.
E' la strada più antica di Gorizia il cui nome deriva da rastrello perché qui nel Medioevo c'era un cancello di tale fattura che alla sera separava la cittadella dalla campagna.
Questa via era il cuore commerciale della città e tutt'ora si possono osservare negozi, botteghe artigianali e osterie.
Da qualche anno la via è rinata grazie ad alcuni eventi durante i quali alcune botteghe vengono trasformate in locali dove poter degustare i vini locali del Collio, assistere a piccoli concerti o djset e mostre d'arte  o fotografia.
le tre botteghe più importanti sono l'Ex- ferramenta Krainer, meraviglioso complesso in ferro battuto,vetro e legno dove, nonostante la ristrutturazione tutto è stato lasciato com'era,  Leopoldo Larise un ex merceria e Casa Mischou, oggi casa Zoran ( in onore del film Zoran il mio nipote scemo girato tra Gorizia e Slovenia) trasformate per le varie occasioni in osterie.









La città negli ultimi anni è rinata grazie anche a molti eventi enogastronomici e mostre importanti.
e' inoltre un buon punto di partenza per andare alla scoperta di paesaggi stupendi, sentieri di guerra e mondi di confine.

Martina

lunedì 15 giugno 2015

Colline, cantine a maggio.

Eccomi qua!
Chiedo scusa per la mia assenza ma sono stata un po' occupata e con un bel po' di ritardo volevo raccontarmi dei miei amati tour per le nostre meravigliose colline.
Approfittando della giornata di Cantine Aperte, che anche quest'anno si è svolta l'ultima domenica di maggio, ho visitato tre cantine rinomate: Ronc Soreli, Castello di Rubbia e Castelvecchio.


La nostra prima meta è stato Ronc Soreli
Sono stata gentilmente invitata dagli instagramers udine e dal produttore  a partecipare ad una visita guidata della cantina e del vigneto. 
abbiamo avuto la possibilità di passeggiare tra le vigne in compagnia  dell'enologo che ha avuto la pazienza di rispondere alle nostre domande e di spiegarci il terroir e le tecniche di produzione.
Siamo saliti su per la collina fino in cima dove ad attenderci c'era una vista spettacolare sui colli orientali e sul Collio sloveno.


L'azienda fa parte dei Colli Orientali del Friuli, una delle doc del Friuli VeneziaGiulia e comprende 72 ettari tra Prepotto, Cividale e Corno di Rosazzo.
Le vigne lambiscono il parco naturale del Bosco Romagno scendendo giù fino allo Judrio e di queste 43 ettari si trovano nel borgo di Novacuzzo ( Prepotto ), dove ha sede la villa padronale e la cantina.




2^ tappa : Castello di Rubbia.
Da Prepotto mi sono diretta a San Michele al Carso, un luogo noto per le trincee e per le battaglie sull'Isonzo durante la Prima Guerra Mondiale.
Dopo un turbinio di tornanti in mezzo ai boschi abbiamo raggiunto la cantina del Castello di Rubbia.
Questa azienda comprende più proprietà: il castello a Savogna d'Isonzo ( attualmente in fase di restauro ), 13 ettari di vigna , 170 ettari di bosco e 16km tra trincee e cannoniere sotterranee della 1^ guerra mondiale.


La cantina è stata ricavata all'interno della roccia carsica per garantire sempre ai vini imbottigliati e non una temperatura adeguata.
La costruzione è stata realizzata con materiali che fanno riferimento alle cantine a volta del passato.
All'interno si possono degustare Terrano, Malvasia e Vitovska, vini autoctoni della zona carsica dove grazie alla terra ferrosa e al fenomeno del carsismo e alla Bora hanno un gusto unico.




3^ Tappa : Castelvecchio.
Purtroppo non ho potuto visitare la cantina perché stavano già chiudendo però dalla collina appena sopra Sagrado ho potuto godere di una vista unica, che nei giorni di bel tempo arriva fino al mare.




All'interno dell'azienda si trova la villa rinascimentale della famiglia Torre Hohenlohe e il parco Ungaretti punteggiato da cipressi e querce, un luogo ideale per organizzare cerimonie.
L'azienda oltre che vini rossi di prestigio, possiede anche un oliveto con oltre 600 piante di diverse qualità e una cinquantina di arnie dove si producedell'ottimo miele d'acacia.






Se non si fosse ancora capito adoro andare  per cantine, degustare vini sempre diversi e ascoltare chi, con tanta dedizione, li fa.
Alla prossima puntata

Martina